RIFLESSIONE DI PAPA FRANCESCO – (V dom. Quaresima)

Alcuni “greci”, di religione ebraica, venuti a Gerusalemme per la festa di Pasqua, vogliamo vedere Gesù» (Gv12,21). Nella città santa, c’è molta gente: ci sono i piccoli e i semplici, che hanno accolto festosamente il profeta di Nazaret; ci sono i sommi sacerdoti e i capi del popolo, che lo vogliono eliminare perché lo considerano eretico e pericoloso. Ci sono anche persone, come quei “greci”, che sono curiose di vederlo. «Vogliamo vedere Gesù»: queste parole, esprimono qualcosa di universale; rivelano un desiderio che attraversa le epoche e le culture, un desiderio presente nel cuore di tante persone che hanno sentito parlare di Cristo, ma non lo hanno ancora incontrato

Io desidero vedere Gesù”, così sente il cuore di questa gente.

Rispondendo indirettamente, in modo profetico, a quella richiesta Gesù pronuncia una profezia che svela la sua identità e indica il cammino per conoscerlo veramente: «E’ giunta l’ora che il figlio dell’uomo sia glorificato» (Gv 12,23). È l’ora della Croce! Satana è sconfitto, il bene vince! Cristo dichiara che sarà «innalzato da terra» (v. 32): “innalzato” perché crocifisso, e “innalzato” perché esaltato dal Padre nella Risurrezione.  L’ora della Croce, la più buia della storia, è anche la sorgente della salvezza per quanti credono in Lui.

E poi Gesù prosegue con un’immagine suggestiva: quella del “chicco di grano” che, caduto in terra, muore per portare frutto (cfr v. 24). In questa immagine troviamo un altro aspetto della Croce di Cristo: quello della fecondità. La croce di Cristo è feconda. La morte di Gesù, infatti, è una fonte inesauribile di vita nuova, perché porta in sé la forza rigeneratrice dell’amore di Dio. Immersi in questo amore per il Battesimo, i cristiani possono diventare “chicchi di grano” e portare molto frutto se, come Gesù, “perdono la propria vita” per amore di Dio e dei fratelli (cfr v. 25).

Per questo, a coloro che anche oggi “vogliono vedere Gesù”, a quanti sono alla ricerca del volto di Dio; a chi ha ricevuto una catechesi da piccolo e poi non l’ha più approfondita e forse ha perso la fede; a tanti che non hanno ancora incontrato Gesù personalmente…; a tutte queste persone possiamo offrire tre coseil Vangelo; 

il crocifisso e la testimonianza della nostra fede, povera, ma sincera. IL VANGELO: lì possiamo incontrare Gesù, ascoltarlo, conoscerlo. IL CROCIFISSO: segno dell’amore di Gesù che ha dato sé stesso per noi. E poi una FEDE CHE SI TRADUCE IN GESTI semplici di carità fraterna. Ma principalmente nella coerenza di vita tra quello che diciamo e quello che viviamo, coerenza tra la nostra fede e la nostra vita, tra le nostre parole e le nostre azioni. 

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