TANTI AUGURI AI NATI IN AGOSTO

   Carissima/carissimo, Buon Compleanno!

Auguri a te che, contando gli anni,

non trascuri di contare i doni

 che il cielo ti ha inviato.

La comunità parrocchiale ti si strige attorno,

insieme coi tuoi cari, con l’affetto

e la preghiera a Don Orione.

 Mi torna alla mente un pensiero, guardando le stelle di agosto che cadono per salutare, veloci, gli uomini, per dare speranza e additare la sorella più luminosa; pensiero che comunico a te.

Sul colle della Guardia saliva d’estate un falciatore, solo con due pecore miti, e irrorava di sudore l’erba che tagliava. Una voce di donna veniva a rompere l’incanto del mezzodì: portava un frugale desinare; e allora il ferro taceva.

Qualche rondine s’addestrava a fare coccole al cesto e al panno delle vivande disteso sotto la frescura di un faggio. Ma lui, l’erbaiolo, aveva visto, prima, un bagliore: una signora che gli chiedeva di costruirle una casa, una cappella. 

Una sera giunse lassù anche un uomo, ansimando.

Passò tutta la notte a guardare le stelle, camminando a tratti per rimuovere i colpi di sonno e di paura.  

Nessuno conobbe mai quale prece levasse a quel cielo stellato, girando attorno al sacello di una Madonna.

 Ad un tratto s’accorse che la stella più grande l’aveva ascoltato e che con essa ridevano le più piccole stelle.

Stette egli in silenzio coprendosi il viso con ambo le mani.  Aperse gli occhi allorché l’alba gli diceva ch’era ora di scendere.

Il falciatore di erba raccontò alla moglie la sua visione. “Era fame”, rispose lei, offrendogli il cesto del pane.

 “Un’illusione” gli dissero gli amici che ascoltarono il fatto della stella che aveva detto di sì.

E per l’uno e l’altro tutto rimase un segreto, finché il cielo, con loro, si mise al lavoro.

Ne sorse sul colle un santuario e nella valle una casa per i fratelli più deboli e soli. Non sono due favolette, l’avrai capito.

Anche il Cielo ha la sua voce, la sua musica arcana, la parola che, per chi l’ascolta, cambia la vita.

Ti auguro di non essere distratto quando le stelle ti dicono sì e ti chiedono di stare un momento nella loro intimità.Forse, ti dicono che il mondo ha bisogno anche di te.

Ogni bene!

Don Erasmo e la Comunità parrocchiale.