| ANNO GIUBILARE 2025 «Spes non confundit», «la Speranza non delude» (Rm 5,5) Cosa sarà dunque di noi dopo la morte? Con Gesù al di là di questa soglia c’è la vita eterna, che consiste nella comunione piena con Dio, nella contemplazione e partecipazione del suo amore infinito. Quanto adesso viviamo nella speranza, allora lo vedremo nella realtà. Sant’Agostino in proposito scriveva: «Quando mi sarò unito a te con tutto me stesso, non esisterà per me dolore e pena dovunque. Sarà vera vita la mia vita, tutta piena di te».[16] Cosa caratterizzerà dunque tale pienezza di comunione? L’essere felici. La felicità è la vocazione dell’essere umano, un traguardo che riguarda tutti. ***(Dalla Bolla di indizione del Giubileo – 21) | |
| SANTE MESSE FERIALE 08.30 – 19.00 . (Orario estivo) FESTIVO 08.30 – 11.00 – 19.00 . | |
| DOMENICA 7 | CANONIZZAZIONE dei beati CARLO ACUTIS (1991 – 2006) e PIER GIORGIO FRASSATI (1901 – 1925) |
| MERCOLEDI 10 | 17.00 ADORAZIONE EUCARISTICA PREGHIERA PER LE VOCAZIONI 18.00 S. Rosario/ 18.30 Vespri / 19.00 S. Messa |
| DOMENICA 14 | SOLENNITA’ DELLA SANTA CROCE SS. Messe 08.30 – 11.00 – 19.00 |
| Da lunedì 15 settembre torna in vigore l’orario invernale | |
CARLO ACUTIS
L’ Influencer di Dio
Carlo Acutis: un ragazzo cristiano con la passione del computer e …del Vangelo!
Ha lasciato questa terra per il cielo a 15 anni, a causa di una leucemia fulminante (malattia del sangue). Nacque a Londra il 3 maggio 1991 da Andrea e Antonia Salzano, persone benestanti della zona di Milano che si trovavano temporaneamente in Inghilterra per motivi di lavoro. A soli sette anni, con la Prima
Comunione, iniziò la sua conoscenza con Gesù presente nell’ Eucaristia. A Milano frequentò le elementari e le medie presso le Suore Marcelline e il liceo classico presso l’Istituto Leone XIII, gestito
dai Gesuiti. La sua fu un’adolescenza normalissima come quella di tanti ragazzi della sua età, dove c’era spazio per gli affetti familiari, il divertimento e l’amicizia.
Alla socievolezza si univa in lui una bella e solidale attenzione per il prossimo. Carlo dimostrava inclinazione per l’informatica, i social, ma il fulcro della sua giornata era la partecipazione alla Celebrazione Eucaristica. Abitando vicino alla chiesa, cercava di partecipare alla messa ogni giorno e pregava la Madonna con il Rosario! I sui punti di riferimento erano Gesù e Maria, i suoi modelli i beati Francisco e Giacinta Marto ( apparizioni di Fatima), san Domenico Savio (scuola di Don Bosco), san Luigi Gonzaga (giovane di Mantova), san Tarcisio
(ragazzo martire di Roma) e san Francesco d’Assisi,
Ideò la mostra sui miracoli eucaristici nel mondo: Gesù è presente nella nostra vita e desiderava che tutti se ne accorgessero e potessero incontrarlo!
Nel 2006, all’inizio di ottobre, improvvisamente si ammalò di una gravissima forma di leucemia: ricoverato all’ospedale di Monza, espresse l’offerta di sé con queste parole:” Offro tutte le sofferenze che dovrò patire, al Signore, per il Papa, per la Chiesa, per la mia famiglia e i miei amici…e poi andare in Paradiso!”
Il 12 ottobre 2006 morì e fu sepolto nel cimitero di Assisi. Il 21 febbraio 2020 papa Francesco ha riconosciuto il miracolo necessario per la beatificazione, proclamata ad Assisi il 10 ottobre 2020: la guarigione
improvvisa di un bambino brasiliano con tumore al pancreas! E’ proclamato santo il 7 settembre 2025; il miracolo riconosciuto riguarda una ragazza del Costa Rica, studentessa in Italia, vittima di un incidente stradale gravissimo.
DUE GIOVANI PER IL NOSTRO TEMPO
Alcune riflessioni di Carlo Acutis
Tutti nascono come originali, ma molti
muoiono come fotocopie.
Una vita è veramente bella solo se si arriva
ad amare Dio sopra ogni cosa il prossimo
come noi stessi.
L’Eucaristia è la mia autostrada per il cielo.
Quando ho ricevuto la Cresima, ho scoperto la bellissima
preghiera allo Spirito Santo e sento una grande forza in me!
Criticare la Chiesa significa criticare noi stessi! La Chiesa è
nostra madre! Non puoi parlar male della mamma!
La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo
sguardo rivolto verso Dio e verso gli altri.
L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato.
Purtroppo tanti giovani si preoccupano della bellezza del proprio
corpo e poco della bellezza della propria anima.
La nostra mèta deve essere l’Infinito non il finito, perché le cose
passano…
Il mio programma di vita? Essere amico di Gesù e dei miei amici!
Dopo la Santa Eucaristia, il Santo Rosario è l’arma più potente
per combattere contro il Male.
Vendicarsi non serve a nulla, perché porta odio. Il perdono da
gioia e serenità.
Se incontri Gesù, troverai il senso della tua vita.
La vita è un dono; finché siamo su questo pianeta possiamo
aumentare il nostro livello di amore.
Il vero amico di Gesù Cristo è colui che in ogni cosa cerca di
imitarlo e di fare la volontà di Dio Padre.
PIER GIORGIO FRASSATI
un giovane felice di vivere
Pier Giorgio Frassati nacque a Torino il 6 aprile del 1901 da Alfredo, fondatore del quotidiano
“La Stampa” nel 1895, e da Adelaide Ametis. La famiglia Frassati apparteneva all’alta borghesia
locale; il padre era agnostico e la madre credente in maniera formale e da lei ricevette i
primi rudimenti del cattolicesimo, mentre la fede, invece, maturerà in lui in maniera
inaspettata, divenendo il fondamento stesso della sua vita. Nella sua formazione scolastica
influì molto il contatto con la spiritualità dei Gesuiti. Divenuto membro della Conferenze di San Vincenzo, scelse di essere vicino ai bisognosi diventando il “facchino” dei poveri, trascinando per le vie di
Torino i carretti carichi di masserizie degli sfrattati. Visitava le famiglie più bisognose alle quali offriva conforto e aiuti tangibili. La sua fede profonda era nutrita di Eucaristia quotidiana, preghiera, confessione frequente. È
innamorato della Parola di Dio, perché è luce nel cammino della vita. Dopo la prima guerra è impegnato in un apostolato sociale, che lo vede presente anche nelle fabbriche. Convinto della necessità di riforme sociali, nel 1920 entra nel Partito Popolare Italiano che considera un utile strumento per poter realizzare una società più giusta. Nel 1922, entrato nel Terz’Ordine Domenicano pregava ogni giorno con il Rosario: “Il mio testamento – diceva mostrando il rosario – lo porto sempre in tasca”. Il giovane Pier Giorgio scelse di vivere la vocazione alla
santità nello stato laicale perché questo stile di vita gli permetteva di condividere da vicino il mondo degli operai e dei poveri attraverso un’azione sociale in prima persona. È appassionato di montagna e di sport, organizza spesso gite con gli amici che diventano occasione di apostolato. Va a teatro, all’opera, visita i musei, ama la pittura e la musica, conosce a memoria interi brani di Dante Ormai quasi giunto al traguardo della laurea, gli mancavano due esami, muore a Torino sabato 4 luglio 1925 per una poliomielite fulminante, contratta probabilmente nell’assistere i poveri. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 20 maggio 1990 e canonizzato il 7 settembre 2025.
Alcune riflessioni di Pier Giorgio Frassati
“Sei un bigotto?”, gli chiesero un giorno in
Università, così come venivano scherniti i
cattolici dai massonico-liberali, dai socialcomunisti e dai fascisti. La sua risposta fu netta:
“No. Sono rimasto cristiano”.
Tu mi domandi se sono allegro; e come non
potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza
sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non
essere allegro; la tristezza deve essere bandita
dagli animi dei cattolici.
Ho provato come sono vere le parole di
S. Agostino: Signore, il nostro cuore non ha
pace finché non riposa in Te. La fede è per me la prima cosa e per essa farò
qualsiasi sacrificio… Solo la fede ci dà la possibilità di vivere.
La fede datami dal Battesimo mi suggerisce con voce sicura: Da te solo non
farai nulla, ma se Dio avrai per centro di ogni tua azione allora arriverai fino
alla fine.
Io vi esorto, o giovani, con tutte le forze dell’anima, ad accostarvi il più
possibile alla Mensa Eucaristica; cibatevi di questo Pane degli Angeli e di là
trarrete la forza per combattere le lotte interne, contro le passioni e contro
tutte le avversità!
Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero
modo che posso, visitando i poveri.
Non bisogna dare degli stracci ai poveri!… Non dimenticare mai che, anche se
la casa è sordida, tu ti avvicini a Cristo, che ha detto: il bene fatto a loro è
fatto a Lui. Intorno al miserabile io vedo una luce che noi non abbiamo… Il
nostro servizio fa maggior bene a noi che ai poveri…
Dovunque si può sempre fare un po’ di bene.
Che enorme valore ha l’essere in salute come lo siamo noi! Perciò la nostra
salute deve essere messa al servizio di chi non ne ha, ché altrimenti si
tradirebbe il dono stesso di Dio e la sua benevolenza.
Non bisogna dimenticare che se gli esercizi fisici irrobustiscono il
corpo, è necessario che altrettanto sani e forti principi morali affinino
e irrobustiscano l’anima.
