Lungo il Gave, il fiume che scorre veloce e silenzioso accanto alla Grotta di Lourdes, camminano con il rosario tra le mani, immersi in un mare di gente, i sacerdoti che guidano spiritualmente malati e pellegrini.
La Madonna nella prima apparizione sorride e tace, poi prega con Bernadette, ridonando al mondo la nostalgia del cielo. L’evento si ripropone vivo e forte ogni volta che questi preti, giovani e meno giovani, passano sullo stesso suolo dove due piedi purissimi si sono posati davanti ad un’umile ragazza dei Pirenei.
Anche i sacerdoti hanno bisogno di sorsi di silenzio, di squarci divini; e alla Grotta di Massabielle tutto; attingono come grazia che fortifica e sostanzia la loro opera di pastori. Accanto a Maria ogni prete si irrobustisce ricevendo il più grande di tutti i doni.
Il secolo della veggente di Lourdes è molto somigliante al nostro; secolo imbevuto di filosofia ipocrita stereotipa e insicura, è pure il secolo in cui vivono questi preti che pregano lungo i sentieri, immersi nella folla bisognosa di speranza. E dopo la preghiera, gli stessi sacerdoti sorridenti e allegri, infondono entusiasmo ai loro giovani; sacerdoti che, anche se stanchi, fanno chiasso coi loro ragazzi, scambiandosi carrozzelle e malati, o mangiando spaghetti a mezzanotte o intonando canti all’altare: insomma vivendo con i vivi una vita naturale e pulita.
Il 14 febbraio 1858, domenica di carnevale, le compagne di Bernadette un po’ curiose un po’ religiose, vanno alla grotta con la veggente lasciando l’allegria di piazza per l’allegria di trovarsi testimoni di un evento straordinario di altra natura. E’ un modo diverso di far vacanza anche quello dei giovani di oggi che tra una gioiosa ricreazione e n servizio di carità ai fratelli, trovano il modo di chiacchierare con i loro preti di cose non futili, per confessarsi o sciogliere un dubbio spirituale o scoprire un modo nuovo di affrontare il fidanzamento, o anche ricomporre il sì degli impegni della Cresima.
Nella terza apparizione di giovedì 18 febbraio vengono presentati alla Madonna carta e penna e calamaio perché scriva il suo nome. E la Madonna sorride; non scrive come vorrebbero molti, come vorremmo anche noi. Se andando a Lourdes portiamo sotto il braccio il nostro vocabolario, torniamo da Lourdes con un dizionario diverso, magari più impegnativo, certamente più rassicurante. I sacerdoti, incoraggiati da Maria, consegnano questo nuovo dizionario fatto di esempi coraggiosi e di conferma di una vita che conserva il profumo della loro consacrazione e fatto di consigli opportuni.
Il 19 febbraio il diavolo tenta di disturbare il gaudio spirituale di Bernadette in contemplazione.
Diceva il Curato d’Ars che quando il diavolo si avvicina è buon segno, perché sta giungendo presso il sacerdote qualche grosso peccatore a conversione.
I più grandi miracoli che avvengono alla grotta non sono le guarigioni da malattie, ma i cambiamenti di vita. Che gran cosa è mai il ministero sacerdotale!
Se il prete potesse scrivere i segreti di quanti ha potuto avvicinare a Lourdes lungo i sentieri del Gave, comporrebbe il più affascinante poema delle conversioni.
La Madonna, il 27 febbraio 1858, disse a Bernadette: “Vai a dire ai preti che mi costruiscano una chiesa”.
La veggente, ricevuto l’incarico, da sola e tremante va dal parroco a portare il messaggio. Il parroco con prudenza recalcitra, qualche altro sorride con un po’ d’ironia. Molte cose stanno cambiando ormai ovunque. A noi pare di scoprire negli eventi mariani del passato il riproporsi di una chiesa che, stanca di certi ripetuti ritmi di pietà, ha bisogno di uscire dal guscio.
Rinnovare la Chiesa è compito arduo soprattutto dei sacerdoti. Rinnovarla senza cambiarne l’identità, rinnovarla rendendola credibile come sono credibili Cristo e i suoi santi. L’unità dei sacerdoti che si nei giorni di pellegrinaggio è una delle bellezze che fanno la grazia di Maria e sono segno di buona riuscita.
I giorni passano veloci a Lourdes. Si vorrebbe restare a lungo davanti alla Grotta che, come calamita potente, attira e consola. I sacerdoti vi accedono, pregano con una, con due persone, con gruppi, benedicono, assolvono, ascoltano, consigliano. La loro parrocchia è anche questa, i loro fratelli sono quanti Maria avvicina al loro paterno ministero. A notte inoltrata alcuni vanno a bere un sorso di sorgente, poi si inginocchiano in orazione mescolandosi tra la gente, finché non si spengono le ultime luci nel silenzio che pare un mistero.
Nel viaggio di ritorno s’ode la voce che si fonde con i ritmi del treno: Ave Maria.
A Lourdes i sacerdoti trovano sempre la loro casa e la loro identità fra le icone dei numerosi santi che fanno corona all’altare della grande basilica.
Don Erasmo MAGAROTTO
