Carissima/carissimo, ti giungano gli auguri più sentiti e fraterni dalla tua parrocchia che per te prega il Santo Don Orione.
Mi ritorna un pensiero.
Il treno velocissimo che da Bologna in un’ora giunge a Milano, comodissimo, al viaggiatore non offre che piccoli squarci di panorami non ben definiti; e quasi lo costringe a pisolare o a manovrare le dita sulla tastiera del cellulare.
All’arrivo si trova degli archi di metallo che avvolgono i binari come giganteschi colbacchi e vede passeggeri nervosi e impazienti.
Fretta di uomini e crepitare di valigie, sguardi trepidanti rivolti alle tabelle degli orari, corse scomposte all’apparire del proprio treno: è ciò che appartiene alla stazione.
Eppure tutto questo viene da noi lodato a motivo del risparmio del tempo che ci offre.
Nella corsa, forse, tuttavia, l’uomo smarrisce o perde un lembo di sé; che riesce poi a recuperare quando ritorna con un treno più quieto che corre per la campagna salutato dagli alberi e dai fiumi; che lambisce le colline.
Queste, a ottobre, sono ricche di foglie rossicce, a ornamento dei filari pregnanti di uve mature pronte per essere cestellate dalle mani di ragazze allegre e di giovani esuberanti.
La natura in questo mese è piena di poetici luoghi ove lo sguardo e il cuore si rasserenano e si fermano per scoprire le devote bellezze dei paesaggi appenninici e i buoni frutti che essi offrono a chi nutre amore per la madre che Dio ha creato.
Sorge allora spontaneo sulle labbra la voce di Francesco che guarda il cielo e poi guarda la terra e canta il “Laudato sί, o mi’ Signore…”.
T’auguro tanta pace del cuore, e anche il desiderio di ispirarti quotidianamente alla natura quando al mattino apri gli occhi e la finestra per guardare il cielo e la terra che sono la tua prima casa.
Buon Compleanno!
Don Erasmo e la Comunità parrocchiale.
